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Mercoledì 23 Ago 2017
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Firmato il protocollo d'intesa per l'Ecomuseo PDF Stampa E-mail
PROTOCOLLO D'INTESA PER
L'ECOMUSEO DEI VISSUTI E DEI SAPERI DEI MONTI SIBILLINI

Siglata l'intesa per la nascita del primo Ecomuseo delle Marche

 Firma_protocollo

Sabato 8 Ottobre 2011 a Montalto di Cessapalombo in occasione del Workshop "Agricoltura e Biodiversità" dedicato alle nuove sfide ambientali della Politica Agricola Comune dell'Unione Europea è stata siglata l'intesa per formalizzare la nascita del primo Ecomuseo delle Marche. A firmare l'accordo l'Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la Comunità Montana dei Monti Azzurri, il Comune di San Ginesio, il Comune di Cessapalombo, la Società Agricola "La Quercia della Memoria" e il WWF Italia.

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Questo protocollo d'intesa per l'Ecomuseo è solo una tappa del percorso avviato nel 2008 dal CREDIA WWF di Vallato (San Ginesio) con la partecipazione attiva della comunità locale del piccolo borgo montano. Il protocollo ha lo scopo di promuovere la conservazione e valorizzazione della memoria storica delle comunità locali, del paesaggio e della biodiversità attraverso l'istituzione dell'Ecomuseo dei Vissuti e dei Saperi dei Monti Sibillini, tramite la realizzazione di progetti, attività ed eventi principalmente nell'ambito territoriale del versante nord orientale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

 

La prossima tappa sarà la presentazione con il GAL Sibilla di un progetto di Cooperazione con altri GAL impegnati nella promozione di Ecomusei in Italia ed in Europa. Un esempio di come la PAC, attraverso l'Asse Leader del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Marche, contribuisce alla conservazione della biodiversità attraverso il coinvolgimento delle comunità rurali.

L'obiettivo principale dell'Ecomuseo dei Vissuti e dei Saperi dei Monti Sibillini è promuovere l'attuazione della Strategia Nazionale Biodiversità e della Convenzione Europea del Paesaggio attraverso la sperimentazione ed applicazione dell'approccio ecosistemico alla conservazione e valorizzazione del paesaggio e della biodiversità, con il recupero della memoria e dei saperi tradizionali per una interpretazione collettiva del territorio, del suo ambiente e della sua storia. Il processo partecipato che porta alla costituzione di un Ecomuseo ha come obiettivo il recupero dell'identità dei luoghi in tutte le loro componenti, naturali, storiche, sociali ed il coinvolgimento e conseguente responsabilità della comunità locale nella gestione e sviluppo dell'Ecomuseo costituiscono indubbiamente strumenti funzionali e coerenti con l'approccio ecosistemico alla conservazione della biodiversità raccomandato dalla Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica.

L'Ecomuseo si caratterizza come una struttura dinamica che si differenzia dai vecchi musei perché non privilegia collezioni storiche particolari e definite ma mette al centro i valori ambientali e culturali del "patrimonio" presente nei territori e nelle comunità locali. Il punto di forza dell'Ecomuseo è la sua capacità di riconoscere e valorizzare le risorse storico-culturali ed ambientali dei luoghi, le loro tradizioni ed i saperi antichi, etc., che consente un'attenzione al territorio orientata alla salvaguardia dei beni e valorizzazione delle relazioni che li uniscono al patrimonio locale.

L'Ecomuseo, come strumento della "nuova museologia" che mette in relazione natura e cultura, attraverso il protagonismo delle comunità locali, ha avuto uno sviluppo significativo in alcune regioni italiane, quali il Piemonte, che ad oggi conta sul suo territorio 47 Ecomusei, il più alto numero di Ecomusei in Italia, la Lombardia con 33 Ecomusei, la Toscana con 13 Ecomusei, l'Emilia Romagna con 10 Ecomusei, la Provincia autonoma di Trento con 7 Ecomusei, la Puglia con 6 Ecomusei, il Veneto, la Valle d'Aosta, l'Umbria e la Sardegna con 5 Ecomusei ciascuno, la Liguria, il Lazio e il Friuli Venezia Giulia con 4 Ecomusei ciascuno, la Calabria, l'Abruzzo e la Sicilia con 3 Ecomusei ciascuno, la Campania con 2 Ecomusei, la Basilicata con 1 solo Ecomuseo. Le Marche, insieme al Molise ed alla Provincia autonoma di Bolzano, era una delle tre realtà regionali che non avevano ancora ufficialmente attivato iniziative ecomuseali. L'Ecomuseo si sta quindi affermando in quasi tutte le regioni italiane come strumento di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale ed ambientale del territorio di una comunità locale.

Il protocollo d'intesa è aperto alla partecipazione di tutte le istituzioni pubbliche e soggetti privati interessati ad aderire all'iniziativa di promozione, realizzazione e sviluppo dell'Ecomuseo dei Vissuti e dei Saperi dei Monti Sibillini, rispettando le linee guida fondamentali quali cittadinanza attiva delle comunità locali come custodi del patrimonio, ricostruzione delle condizioni ecologiche e del senso del paesaggio, ricadute economiche come valori del territorio atte a stimolare l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali e culturali (turismo, design, servizi, artigianato, prodotti locali, ecc), tutela dei beni comuni (l'acqua, l'aria, il suolo, la biodiversità, il territorio ed il paesaggio, le risorse agroalimentari, i beni artistici e culturali, le scoperte scientifiche, la letteratura e le arti figurative, la conoscenza ed in particolare i vissuti ed i saperi delle comunità locali).

 

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